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Sintonia d spirito di squadra: come tenerli vivi anche "in remoto"

Sintonia d spirito di squadra: come tenerli vivi anche "in remoto"

“Smart working” non deve essere il contrario di “team working”. Affiatamento e spirito di squadra sono asset preziosi per aziende e collaboratori. Puoi coltivarli anche lontano dall’ufficio. Ecco qualche strategia da considerare. Dai continuità ai contatti. In ufficio le interazioni quotidiane fra colleghi alimentano un naturale senso di comunità. Nello smart working, i contatti tendono invece a frammentarsi. Un programma di regolari video-incontri, anche quando non c’è stringente necessità di “vedersi in call”, contribuisce a sentirsi parte di una squadra. Un’idea può essere una mini-riunione quotidiana fra colleghi: un quarto d’ora di videochiamata a inizio giornata per salutarsi, fare il punto e condividere le esperienze. Instaura fiducia. Se la tua azienda ha abbracciato il lavoro remoto da qualche mese, potrebbe essere tempo di chiedere un feedback. La transizione ha posto qualche problema? Gli strumenti per lavorare da casa sono adeguati? Ci sono suggerimenti? Una discussione aperta e sincera con i collaboratori contribuisce a instaurare un clima di fiducia proficuo per tutta la squadra. Valorizza l’iniziativa. Lo svizzero Johann Weichbrodt, ricercatore che studia le nuove professioni, è convinto che lo smart working sia un’occasione unica per valorizzare l’intraprendenza individuale nei team di lavoro. Di qui la ricetta: favorire la libertà organizzativa, evitando di imporre ai collaboratori regole stringenti di orario o luogo. A guadagnare sono la coesione e la produttività. Apprezza e motiva. Un cenno d’intesa durante la riunione con il cliente, una pacca sulla spalla a missione compiuta, un “ottimo lavoro!” pronunciato dal capo dopo una presentazione: sono esempi di modalità comunicative che la distanza rende inaccessibili. Anche nel lavoro remoto, un team affiatato ha bisogno di costante motivazione e attestazioni di apprezzamento: non dimenticare di esprimerli regolarmente, magari con una mail o nelle chat di gruppo. Crea spazi informali. La “pausa caffè” è un’altra vittima illustre della transizione digitale. Un peccato, perché come certificano alcuni studi i momenti di break sono insospettabili propellenti per la sintonia fra colleghi. Piattaforme di collaborazione remota come Slack hanno introdotto “pause caffè virtuali” in forma di chat dove si conversa rilassati e ci si scambia qualche meme. Più semplicemente, potresti istituire una decina di minuti di “chiacchiera libera” a margine di ciascuna videocall di gruppo. Diffondi benessere. Un posto di lavoro bello e salubre favorisce le connessioni interpersonali e dà una mano alla produttività. Vale negli uffici come negli home office. Assicurarsi che ciascuno abbia una postazione confortevole e un bilancio vita-lavoro equilibrato è un investimento che avvantaggia tutto il team. Per salvaguardare il benessere digitale potrebbe essere necessario anche incoraggiare i collaboratori a “staccare la spina” quando serve. Come avviene in Francia, dove il “droit à la déconnexion” è ora riconosciuto per legge anche agli smart worker.

28 dicembre 2020


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